Oggi si producono vini rosé davvero eccezionali, diversi da quelli prodotti fino a 30 anni fa.

Il vino rosa ormai è un elemento di confronto anche nel mercato.
Questo perché sia la produzione sia il consumo sono in costante aumento. Ormai è un trend e non più una moda passeggera.

C’è chi aveva smesso di produrre rosé perché non remunerativo, c’è chi lo utilizzava solo come sottoprodotto o per completare la gamma dei vini a propria disposizione.
Oggi tutti producono rosé perché il mercato chiama.

Tutti possono fare vino rosé, basta avere dell’uva rossa. Tuttavia non tutti hanno la vocazione per produrre rosé. 

Cosa si intende per vocazione?

La vocazione è dovuta al clima, al territorio, alle uve, alla genetica e alla tradizione che consentono di ottenere una materia prima la cui migliore interpretazione la si riscontra nel vino rosé.

Per produrre rosé ci vuole una viticoltura dedicata, ci vogliono le tecniche di vinificazione adeguate, altrimenti si corre il rischio di ottenere un vino colorato di rosa. E non un vino rosa con una sua identità chiara e definita. 

La vocazione è la storia di uomini, di insegnamenti, di passaggio di consegna e di storie meravigliose. Valori che danno importanza al territorio e al vino.

Vocazione Vini Rosa

Le tecniche di vinificazione adatte per ottenere la migliore interpretazione di un vino rosa

Perché la regione più famosa al mondo per la produzione di vino rosé è la Provenza?

In Provenza vengono fatti ingenti investimenti annualmente per la sperimentazione e la ricerca dedicata al vino rosé.
Il consumatore apprezza il vino provenzale perché ha recepito il messaggio che solo lì si produce quel tipo di vino.

Si può fare anche un rosé più buono rispetto a quelli Provenzali (e vi assicuro è possibile) ma quelli Provenzali hanno un chiaro profilo sensoriale con una propria identità. Questo perché i tanti produttori condividono la stessa filosofia.

Tante zone in Italia hanno una forte vocazione alla produzione di vino rosé che va difesa e valorizzata. Invece si assiste ad un processo che va in una direzione opposta.
Vini rosé dai colori intensi diventano sempre più chiari, colori sempre più tenui per copiare i vini provenzali. 

“Il vino rosa è una questione di stile” (Angelo Peretti)

Mi ha fatto molto riflettere questo articolo di Angelo Peretti che dopo aver assaggiato un Cerasuolo d’Abruzzo, vino rosa dal colore molto intenso che ricorda quello delle ciliegie, lo ha definito un vino rosso nel colore ma rosa nel carattere. Ed è proprio vero, fare rosé è un’attitudine. 

Vini Rosa

“Il rosé è un antidoto al formalismo” (Mattia Vezzola)

In una masterclass tenuta da Mattia Vezzola, enologo e patron dell’Azienda Costaripa sul lago di Garda, è stato espresso questo concetto più volte. Fare rosé per vocazione. Ci sono alcuni territori portati alla produzione di vino rosé, ma il discorso lo possiamo ampliare anche a frutta e verdura. La Sicilia è un territorio vocato per la produzione di agrumi, il trentino per le mele. Esistono agrumi in Trentino? Forse, magari in serra, ma la vocazione degli agrumi è il territorio siciliano.

Bisogna smettere di ricercare qualcosa che non appartiene al proprio territorio.

Bisogna evitare di scimmiottare gli altri, rispettando il territorio e valorizzando il vino.

Quando un nonno insegna al proprio nipote a vendemmiare, a scegliere l’uva, è questo il momento in cu viene tramandato il sapere, la conoscenza, la tradizione, la cultura. Non è solo una questione di passione. È anche passione.

“Bisogna affiancare la passione alla competenza, alla cultura” (Mattia Vezzola) 

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