ROSÉ FRANCESI:

Solo una questione di Provenza?

di Dario De Caro

Quando si parla di rosé francesi, il binomio con la Provenza appare immediato e logico: dopo tutto stiamo parlando della regione più famosa al mondo per la produzione di rosé. Viene spesso spontaneo collegare l’immagine di un buon rosé alla spiaggia, al mare e all’estate. In realtà anche nelle regioni più fredde del nord si producono rosé fantastici. Il nord della Francia sembra una nazione totalmente diversa da quella del sud. Si sviluppano, infatti, diverse varietà e diversi metodi di vinificazione. Nel nord, per esempio, il saignée è molto utilizzato; invece, in Provenza “il vero rosé è per pressatura diretta o macerazione breve”. Nel nord, i produttori cercano di ottenere rosé dal colore molto scuro, sebbene questo sia difficile per via del clima. Tutto questo risulta ironico se si pensa che al sud, dove sarebbe facile ottenere questi colori marcati, i produttori vogliono invece rosé più chiari possibile!

CHAMPAGNE

Siamo nella regione che produce il vino più lussuoso e famoso al mondo: lo sapevi che dal 2004 al 2015, l’export di Champagne in America è diminuito, ed è aumentato quello dello Champagne Rosè? Ruinart, la più antica Maison dello Champagne, dichiara di aver prodotto il primo champagne rosé pressando uva a bacca nera. Solo nel 1818 Veuve Clicquot ha sviluppato il metodo tutt’ora più utilizzato per la produzione di champagne rosé, un metodo proibito. Ebbene sì, viene aggiunto vino rosso al vino bianco.

Eresia? È legale?

È assolutamente legale questa pratica, ma solo per la produzione di Champagne! Gli Champagne rosé prodotti utilizzando questo metodo sono stati definiti per anni “vini di seconda scelta”. Ad oggi, però, rappresentano la tipologia principalmente prodotta, rendendo “rari” gli Champagne ottenuti da saignée. Difatti, se in etichetta non è specificato altro, puoi essere quasi certo che lo Champagne Rosé che stai bevendo è un blend di vino rosso e bianco. Inoltre, devi sapere che al di fuori della zona dello Champagne, lo spumante metodo classico prende il nome di Crémant. Questo per via di motivi burocratici, sebbene il metodo di vinificazione sia praticamente lo stesso di tutti i Metodo Classico.

ALSAZIA

L’Alsazia è la regione di confine tra Francia e Germania. Pertanto, è facile incontrare persone che parlino anche tedesco. I vitigni maggiormente presenti sono Riesling, Pinot Blanc, Gewurztraminer, Pinot Gris, Pinot Noir, Sylvaner, Muscat.  Qui, c’è un terreno unico nel suo genere, il Grès des Vosges. È caratterizzato da un colore rosa ed è in grado di rendere il vino riconoscibile per le sue note minerali. Tipica di questa zona, è anche una bottiglia dalla forma particolare, detta alsaziana: è solitamente verde o bianca, senza spalla e più slanciata e allungata della bottiglia classica. I rosé dell’Alsazia sono unici e hanno un’ottima reputazione, tanto che più dei ¾ del vino prodotto è consumato localmente. Di particolare importanza sono gli spumanti rosé. L’elevata qualità, a volte, rende davvero difficile notarne la differenza da quelli dello Champagne. Si presentano principalmente di un colore salmone e sono prodotti mediante saignèe.

LOIRA

Parallelamente, sulla costa ovest, troviamo la Loira, dove si producono vini fermi, spumanti e dolci. Le uve maggiormente utilizzate sono Carbernet Franc, Gamay and Pinot Noir. I rosé di questa regione risultano essere delicati e fruttati, con una bella acidità. Rappresentano una larga fetta della produzione. Infatti, più del 30% della produzione di vino è dedicata ai rosé fermi. All’interno della Loira ci sono diverse sottozone: Touraine è famosa per la produzione di Cabernet Franc, i cui vini presentano i suoi tipici sentori erbacei. In più si coltiva il Gamay, dal quale si producono vini rosé con evidenti note di fragola. Altro vitigno è l’autoctono Groleau, dal quale si ottengono vini con una acidità elevata. Un’ulteriore denominazione importante all’interno della Loire è Sancerre, i cui terreni tipici contengono la selce e regalano vini con profumi “minerali” e freschi. Reuilly, invece, è famosa per la produzione di vino da Pinot Gris. Sono anche interessanti i loro rosé ottenuti dal blend di Pinot Gris e Pinot Noir.

BORGOGNA

La Borgogna è sicuramente una delle zone vitivinicole più famose del mondo, sia per la produzione di vini rossi, che di vini bianchi. Non sarai quindi sorpreso nello scoprire che nel nord della Borgogna si producono anche vini rosé degni di nota. Come in ogni regione che si rispetti, è possibile distinguere diverse sottozone. Tra quelle più importanti, l’appellation Marsannay, a sud di Dijion, è l’unica denominazione della Borgogna che può etichettare il suo rosé sotto il nome “Marsannay Rosé”. I rosé di Marsannay si ottengono da Pinot Nero e sono freschi e speziati, grazie anche al passaggio in botte durante l’affinamento. Cote Saint Jacques, invece, è la sottozona a nord ovest della Borgogna. Siamo a circa 150 km da Parigi e in questa zona il Pinot Grigio, chiamato Pinot Beurot, grazie al terreno
gessoso, è in grado di dare rosé con note di camomilla e spezie.

French Rosé

BORDEAUX

La zona di Bordeaux è famosa per i suoi grandi Chateaux e per i suoi vini. Tra di essi troviamo anche i rosé che, fatta eccezione per i Clairet, sono abbastanza economici rispetto agli altri vini della regione. Possiamo quindi  distinguere due tipologie di rosé bordolesi. I Bordeaux Rosé hanno un colore più simile a quelli della Provenza. I Bordeaux Clairet sono, invece, rosé dal colore più scuro e costituiscono una specifica denominazione. Per ottenerli, i produttori effettuano una macerazione a freddo delle uve, che si può prolungare anche fino ad una settimana. In questo modo risultano particolarmente profumati. Il livello alcolico di questi vini, non elevato, li rende molto versatili.

Tra le altre zone vitivinicole francesi, ci teniamo a ricordare la LORRAINE, nella Francia Orientale. I vitigni principali sono il Gamay e il Pinot Nero e si ottengono rosé prevalentemente secchi con un colore molto tenue. Nello JURA, invece, troviamo alcuni vitigni come il Trousseau e il Poulsard. Qui, principalmente, le cantine producono vini rossi dai colori così tenui, da sembrare dei rosé scuri.
La Savoia, nelle Alpi Occidentali, propone vini freschi e facili da bere grazie alle note floreali: perfetti per l’aperitivo!

Per concludere voglio invece parlarvi dell’AOP Cerdon Sec, nella regione di Bugey Cerdon. In questa zona, partendo da Gamay e Poulsard, si ottengono vini spumanti semi dolci. Qui è anche possibile trovare l’unica bollicina rosé prodotta con il metodo di vinificazione ancestrale riconosciuta da una AOP in Francia: il Certon. 

Avete mai assaggiato dei rosé francesi? O siete convinti il rosé sia solo una questione provenzale?

©credit picture Foto di Nuno Lopes da Pixabay

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