I ROSÉ DAL NUOVO MONDO

di Dario De Caro

Cos’è il Nuovo Mondo?  
Nel mondo del vino vengono indicati con il termine “Nuovo Mondo” tutti i Paesi che hanno iniziato a produrre vino solo in tempi più recenti (Canada, Australia, USA…). Al contrario, i Paesi storici produttori di vino vengono indicati come Paesi del Vecchio Mondo (Italia, Francia, Spagna…). 

Quali sono le differenze tra i due Mondi? 

Principalmente la tradizione. Nei Paesi del Vecchio Mondo esistono tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, dando vita a storie e vini che sono diventati simboli di quel territorio. Nel Nuovo Mondo, invece, le tradizioni sono molto più recenti se non in alcuni casi nulle.  

Come si preservano queste tradizioni? 

Affinché queste vengano mantenute costanti nel tempo, sono stati creati dei Disciplinari, ossia dei protocolli da seguire per la produzione di questi vini. Ad esempio, sono segnati i confini entro i quali è possibile produrre un vino e quali uve possono essere usate. Ti accorgi che per un vino esiste un disciplinare quando in etichetta trovi sigle come DOC e DOCG.
Nel Nuovo Mondo, mancando la tradizione, queste regole non esistono e i produttori sono liberi di sperimentare diversi stili di vino. 
 

CURIOSITÀ

Al sud dell’equatore le stagioni sono invertite. Questo significa che la vendemmia e la produzione di vino avviene tra gennaio e aprile. Al nord dell’equatore da agosto a novembre. 

Regolarmente si trovano in enoteca vini provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina e Sud Africa. L’export di rosé da questi paesi è in crescita ed è davvero un buon segno. I vini rosé esportati da queste nazioni arrivano nei mercati europei e americani in autunno, quando la stagione fredda sta per iniziare. 

AUSTRALIA  

L’export del vino rosé australiano è meno del 2% poiché il consumo interno è molto elevato. 
Le varietà principali da cui ottengono il rosé sono Syrah, che qui prende il nome di Shiraz, Grenache e Mourvèdre. In Australia sono diffuse anche alcune varietà italiane e sta prendendo piede il trend delle fermentazioni spontanee. Le tecniche di vinificazioni seguono le orme del Vecchio Mondo con alcune rivisitazioni per adattarsi ai climi caldi e secchi tipici del continente.
Nello stato di Victoria sono presenti due zone importanti per i rosé australiani, la Yara Valley e la Penisola di Mornington. Da qui provengono ottimi rosé di Shiraz e Cabernet Sauvignon. Inoltre, la Penisola di Mornington è caratterizzata da un clima fresco che la rende adatta anche alla produzione di rosé da Pinot Nero.   

CILE 

Il Cile è uno dei più grandi produttori mondiali di vino, ma il suo consumo interno è minore rispetto alla produzione. Per questo risulta essere uno dei più grandi esportatori di vino al mondo, con una buona percentuale destinata agli Stati Uniti.  

Il Cile è una nazione lunga e stretta, circondata dall’Oceano Pacifico e dalle Ande: proprio nelle lunghe valli sono presenti i grandi vigneti. Il 70% delle varietà coltivate in questo stato sudamericano sono a bacca rossa. La regione più famosa per la produzione di vino è Casablanca, vicino Santiago. Qui si coltivano il Carmenerè, un vino dal carattere forte, e il Pinot Nero. Queste varietà sono anche le principali utilizzate per i rosé ed unite alle diversità climatiche rendono possibile la produzione di rosé in numerosi stili. I vini cileni sono per questo adattabili ai diversi mercati mondiali.

Un’altra regione da menzionare è la Maule Valley, la più antica zona vitivinicola cilena. Pare che le prime vigne siano state coltivate qui nel 1500. Essendo la regione nel Meridione, vicino al Polo Sud, il clima è più fresco rispetto a Casablanca e per questo i vini saranno vivaci. 
Da sempre in questa zona si produce parecchio vino sfuso: la varietà principale è il Pais, pianta molto vigorosa. Fortunatamente il concetto di produzione di vino di qualità, pian piano, si sta diffondendo anche qui.  

SUDAFRICA 

In Sudafrica il sole e il vento sono elementi essenziali del terroir e fanno da cornice a paesaggi fantastici.  Le uve maturano grazie al sole e il forte vento impedisce la formazione di muffa: i vini sudafricani hanno perciò tannini delicati e buona acidità, caratteristiche che permettono a questi vini di essere longevi.  

CURIOSITÀ

Il vento principale è il Cape Doctor. Questo forte vento che proviene dal Sud Est pare aumenti la quantità di acidi presenti nell’uva. Inoltre, rende difficile la formazione di muffe e per questo motivo i rosé sudafricani hanno un carattere minerale.

I vini sudafricani più esportati sono quelli di Capo Occidentale, anche se quelli più famosi sono quelli di Capo Nord. 
Troviamo i vitigni anche sulla costa e tra questi ricordiamo, oltre alle varietà Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, il Pinotage, il vitigno principe del Sudafrica ottenuto dall’incrocio tra Pinot Nero e Cinsault. Se non vinificato correttamente, i vini ottenuti da Pinotage possono essere molto tannici. Nella sua versione in rosé traspare il carattere minerale. 

CURIOSITÀ

Il sole e il vento non sono solamente utili alla viticoltura di qualità. Qui le energie alternative sono molto sviluppate e il Sudafrica ha uno dei programmi più ambiziosi al mondo di crescita dell’energia rinnovabile

Hai mai provato rosé provenienti da queste zone?   

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