Quale Rosé Bere?

Guida ai diversi stili di Rosé

di Dario De Caro

Quanti diversi stili di rosé, eppure qualcuno pensa il rosé sia un vino banale. Non stiamo neanche dicendo che sia un vino complicato. Puoi trovarlo in mille sfumature diverse e scegliere quello che preferisci. Alcuni lo preferiscono fruttato, altri floreale. Altri ancora impazziscono per il rosé dolce, per qualcun altro il rosé è solo secco. E poi c’è chi beve le bollicine rosé, perché il rosé è l’espressione più elegante del Metodo Classico. Inoltre, devi sapere che se un’azienda ti farà innamorare del proprio spumante rosé, sicuramente anche la versione in bianco ti stupirà. Questo perché, come ben sappiamo, vinificare il rosé è molto più difficile che vinificare altri vini.  

Riassumendo, non esiste persona al mondo che non ami il rosé! 

“Beh, non è che a me piaccia troppo!” 

Immaginavo! E so anche il motivo.
Non hai ancora trovato il tuo rosé. Parlare di vino rosé è come parlare di vino bianco o rosso.  Chiaramente non tutti ti piacciono e negli anni hai imparato su che tipologia orientarti. Perché non farlo anche con il rosé? 

“Si ma come faccio ad assaggiarli tutti? Non so da dove partire” 

Sei proprio fortunato, IntoTheRosé ha la risposta anche a questo. In questo articolo, abbiamo voluto ricreare un piccolo vademecum che riassumesse le caratteristiche di alcune varietà dalle quali si possono ottenere diversi rosé.  

Lasciami solo fare una piccola ma importantissima premessa. Saprai già che esistono diversi metodi per fare il rosé. Ogni metodo influenza in maniera decisiva le sue caratteristiche finali. Il rosé ottenuto da salasso, per esempio, sarà più corposo di quello ottenuto tramite pressatura diretta. Inoltre, più breve sarà la macerazione più tenui saranno i colori del rosé. I lieviti hanno un ruolo fondamentale nella complessità aromatica, ma ovviamente è l’uva la principale protagonista di quello che sarà il vino.  

Se hai scaricato la guida Simply Rosé, avrai avuto indicazione su quale potrebbe essere il tuo rosé preferito e le sue caratteristiche.  
Ora, vediamo insieme i diversi stili di rosé ottenuti da alcuni dei più famosi vitigni al mondo.  

Stili di Rosé

Master Class sui diversi Stili di Rosé

SANGIOVESE ROSÉ

Il sangiovese è il vitigno più coltivato in Italia. Per esempio, il Brunello di Montalcino è fatto solo da uve Sangiovese, mentre il Chianti e Chianti Classico ne contengono minimo l’80%. A Italia in Rosa abbiamo avuto il piacere di apprezzare insieme a Rosae Maris, alcuni rosé toscani ottenuti prevalentemente da Sangiovese. Sebbene questo vitigno sia famoso per dare vini rossi importanti, riteniamo che il Sangiovese sia portato per la produzione anche di vino rosé. A prescindere dal metodo di vinificazione saranno evidenti le note di fragola fresca e una buona acidità.  
 

TEMPRANILLO ROSE’

Il Tempranillo è il vitigno principe della Spagna, utilizzato soprattutto nella vinificazione in rosso nella regione della Rioja. In questi ultimi anni però, anche la sua versione in rosé sta diventando popolare. I rosé da Tempranillo sono pallidi e caratterizzati da note erbacee e speziate, abbastanza consistenti. 

CABERNET SAUVIGNON

Il Cabernet è uno dei vitigni internazionali, ma trova il suo habitat naturale in Francia. Sono sicuro che lo avrai trovato in qualche vino rosso, perché è utilizzato moltissimo perblend. Ma lo hai mai assaggaito in rosa?
I rosé di Cabernet Sauvignon hanno un colore intenso e gli aromi sono quelli varietali tipici del Cabernet: frutta rossa, spezie, peperone, grande acidità in bocca e piacevole freschezza.  

ZINFANDEL ROSE’

Non farti ingannare dal nome. Lo chiamano White Zinfandel (Zinfandel Bianco), ma il colore è rosa. Si tratta del rosé più popolare degli Stati Uniti. Una grande percentuale di Zinfandel, il gemello del Primitivo italiano, viene vinificata in rosa. La maggior parte del White Zinfandel presenta aromi di fragola e zucchero filato, ma la dolcezza è il suo punto forte.  

PINOT NERO ROSE’

“Benvenuti nel Vino-Emozione” diceva Roberto Cipresso nel suo libro “Il romanzo del vino”. Il Pinot Nero è un vino elegante e allo stesso modo difficile da vinificare. L’uva è sensibile alle avversioni esterne come la temperatura. Nella sua versione in rosé, il Pinot Nero è fresco e morbido. Spumantizzato in rosa, i profumi di frutti a bacca rossa sono resi ancora più evidenti e non perdono la loro delicatezza.  

MONTEPULCIANO

Dire Montepulciano o dire Abruzzo è più o meno la stessa cosa. Eh sì, perché in questa regione dall’uva Montepulciano si ottiene il rosé tipico della tradizione abruzzese: il Cerasuolo d’Abruzzo. Nel dialetto abruzzese, cerasuolo significa ciliegia, proprio perché i colori di questi vini ricordano le sfumature delle ciliegie. Siamo davanti a vini rosé importanti e di struttura, equilibrati e con sentori intensi di frutta rossa.  

 

NEGROAMARO

Il vitigno principe del Salento. Significa letteralmente nero, per via del suo colore molto scuro, e amaro, perché i vini sono di corpo e alcolici. Dal Negroamaro si producono vini con ricchi sapori di frutta nera con un finale distinto di erbe essiccate e liquirizia. In Salento spesso viene vinificato insieme alla Malvasia Nera che conferisce più morbidezza al vino. Un blend di Negroamaro e Malvasia Nera è stata la prima bottiglia di vino rosé imbottigliata in Italia. Parliamo del Five Roses di Leone de Castris 

 

BOMBINO NERO

Siamo nel nord della Puglia, e il Bombino Nero rientra nell’unica DOCG pugliese dedicata al vino rosé: CASTEL DEL MONTE BOMBINO NERO DOCG. È un’uva particolarmente portata alla produzione di vino rosé per la sua maturazione tardiva e l’alta concentrazione di acidi e zuccheri. I vini da Bombino Nero sono delicati e molto versatili.  

 

GROPPELLO

Il vitigno più utilizzato per la Valtenèsi Chiaretto DOC, sponda lombarda del lago di Garda. Il Chiaretto è detto il “vino di una notte”, in quanto una volta pigiate le uve, queste vengono lasciate sulle bucce una notte per ottenere il tipico colore rosa tenue. Questi rosé si presentano al naso con caratteristiche ben distinte di fiori. In bocca sanno essere delicati e freschi, perfetti come aperitivo.  

CORVINA VERONESE

Sull’altra sponda del lago di Garda, nel lato Veneto, la Corvina veronese è la base da cui si ottiene il Chiaretto Bardolino. Il colore tenue è molto simile a quello del Groppello, ma si distingue perfettamente agli altri sensi. Di facile beva, il Bardolino Chiaretto ha profumi agrumati e floreali che ritornano in bocca. Ottimo se abbinato ad un risotto.  

 

Un salto in Francia è d’obbligo. Qua ti evidenziamo due regioni che DEVI conoscere se parliamo di Rosé. 

TAVEL

L’altro lato del rosé francese. Non siamo in Provenza ma a sud della Rhone Valley. A Tavel si producono solo rosé e questi sono i più adatti all’invecchiamento. Le principali uve sono Grenache e Cinsault, che danno vini ricchi di alcool e poco acidi.  Mi verrebbe da classificarli come vini rossi se non fosse per il loro colore rosa salmone. A renderli unici, inoltre, è la loro struttura riconoscibile in ogni bottiglia.  

PROVENZA

Ed eccola, la regione più infatuata con il rosé. La regione più famosa e più bevitrice di rosé. Ci sono diverse zone in Provenza dove si produce rosé, ed ognuna ha le proprie caratteristiche e le proprie particolarità. I vitigni utilizzati sono principalmente Grenache, Cinsault, Syrah, Mourvedrè. Attenzione che in Provenza il rosé è una questione seria; per questo si ottiene solo da pressatura diretta o macerazione breve. I vini hanno una buona freschezza, sono aromatici ed il colore è molto tenue. Qui sono prodotti alcuni dei rosé più famosi al mondo, tra cui il Whispering Angel e il Miraval. 

Foto di IvicaM90 da Pixabay

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6 commenti
  1. Gianmarco
    Gianmarco dice:

    Molto interessante, saprò cosa bere questa estate. A me piace molto il Girofle di Garofano e come vino per tutti i giorni il Dandy di Mazzone. Cosa ne pensate?

    Rispondi
  2. Antonio Pignataro
    Antonio Pignataro dice:

    Mi aspettavo una lista di etichette, ma l’articolo mi è stato ancora più utile.
    Parole semplici e qualche aggettivo chiaro per saper individuare le differenze tra i vari vitigni e sapersi muovere meglio anche tra le etichette.
    Il negroamaro per me è imbattibile, anche se il sapore di fragola del Sangiovese Rosé merita a sua a volte un bel calice.

    Rispondi

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