ROSÉ DI PUGLIA vs ROSÉ FRANCESI: LA SFIDA

di Dario De Caro

I rosé di Puglia vs i Rosé Francesi. Diverse uve, diverso stile, diverso vini. Quali sono i migliori?

Si avvicina l’estate e ritornano gli eventi dedicati al mondo rosé.

Perché farli solo in prossimità dell’estate?

La settimana scorsa ho avuto il piacere di partecipare ad una serata molto interessante in cui in degustazione c’erano i rosé di Puglia vs i Rosé Francesi. Vabbè abbiamo giocato in casa dai, ci sta.

Non parlerò dei vini e delle descrizioni poetico filosofiche dei vini in degustazioni, ma di tanti spunti sui quali ho riflettuto e ho approfondito con i relatori.

Non ci avevo mai fatto caso, i vini rosé storicamente si sono sempre prodotti nelle località costiere. Perché? Perché storicamente i vini servivano ad accompagnare la cucina tipica costiera, quindi una cucina leggera e prevalentemente a base di pesce.

Ci sono regioni più vocate alla produzione e altre no. Da cosa dipende? Sia da un discorso di vitigni che da un discorso di tradizione.

Si perché il vitigno per fare rosé è fondamentale. Ho scoperto che uno dei vitigni più vocati alla produzione di vino rosato è il Bombino Nero. Questo perché ha una giusta quantità di acidi e zuccheri a maturazione.  L’acidità serve a dare appunto freschezza al vino e renderlo di facile beva. Una delle caratteristiche più importanti di un vino rosé.  Il bombino nero è il vitigno base per la produzione del vino DOCG CASTEL DEL MONTE BOMBINO NERO, in Puglia.

“E allora perché fanno rosato anche con altri vitigni a bacca rossa?“

Il mercato chiama, il mercato chiede certi prodotti e le Aziende si adoperano per accontentare le richieste. È la legge dell’economia. Il Pink Appeal è in crescita.

Rosé di puglia a confronto con i francesi

Nota il colore. Da sinistra verso destra: rosé di Tavel,
uno pugliese e due provenzali.

“Si ma quali sono le differenze sostanziali tra rosati francesi e pugliesi?”

Sicuramente il colore. Quelli pugliesi risultano avere un colore e una struttura più intensa.
I rosati francesi hanno un colore più chiaro, il famoso colore “provenzale”. Anche se in Puglia si sta iniziando a produrre vini più chiari per le richieste di mercato appunto. In degustazione abbiamo potuto apprezzare anche un rosato proveniente da Tavel, un’altra regione francese particolarmente vocata alla produzione di rosé.

Curiosità

Storicamente in Italia la cultura ellenica è sempre stata molto presente. Questo vuol dire il diffuso utilizzo del Palmento mentre in Francia culturalmente il vino si è sempre fatto utilizzando il Torchio.

Il rosé non è MAI un vino complesso. Non può esserlo. Può raggiungere complessità più importanti con l’invecchiamento. Si, i rosati possono reggere il tempo. Non è vero che sono vini di pronta beve da bere il prima possibile. Il legno in origine era utilizzato per trasportare il vino, dunque anche il rosato era a contatto con le botti di legno. Non ogni rosé è atto a invecchiare ovviamente.

Vabbè ho capito volete sapere quali vini sono stati apprezzati maggiormente?
Rimango dell’idea che non è possibile fare paragoni. Parliamo di stili e varietà completamente diverse.

Rosé di puglia a confronto con i francesi. E voi avete li mai degustati insieme?

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