MATEUS ROSÉ: PER SEMPRE GIOVANE

di Dario De Caro

La conosci quella storia del vino bevuto sia da Jimi Hendrix che dalla regina Elisabetta?

Nobile e ribelle.

I più grandi se lo ricorderanno, tutta l’Europa era invasa da questa insolita bottiglia, dalla forma di una borraccia da guerra.  Elton John lo nomina nella sua canzone “Disease”, nei palazzi di Saddam Houssain c’erano grandi scorte di questo vino.

Siamo nel 1942, e dal Portogallo nasce il Mateus rosé. Il vino più esportato dal Portogallo. Un vino rosé, semplice che piaceva a tutti. Quasi a tutti, i detrattori ci sono sempre. Un vino che ha lanciato una moda, un trend. Il vino che si beveva durante le feste. Perché leggero, di compagnia.

Lo abbiamo riassaggiato di recente, la bottiglia è sempre la stessa. 77 anni. Al mateus non interessa raccontare un territorio, al mateus non importa avere quei profumi che molti millantano di sentire in vini più prestigiosi. Al Mateus non interessano voti ed essere giudicato.

E’ fatto da un blend di uve portoghese e ogni anno mantiene la sua intatta giovinezza. Colore di un rosé brillante, bottiglia facilmente riconoscibile, quegli odori fruttati evidenti e quel gusto fresco e dolce, frizzante. Un vino di facile beva insomma, adatto a molte occasioni festive. Perché si, il vino è cultura, storia, tradizione ma il Mateus rosé è un vino che ha dominato i mercati europei e ancora oggi è molto diffuso. Giovane e ribelle. Da provare anche come base per i cocktail.

L’azienda portoghese SoGrape attualmente detiene il brand “Mateus” e lo produce con molto orgoglio.

Di recente è stato proposto una nuova forma della bottiglia, più snella, che non perde la sua unicità.

E tu cosa ne pensi del Mateus?

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