MA CHE BRAVI I SOMMELIER!

di Dario De Caro

“Chi assaggia il vino?”

Sono sicuro che a tutti voi è capitato di prendere una bella bottiglia di vino al ristorante, ma poi chi è che assaggiava? Tu?

Dai, anche io faccio assaggiare spesso il vino al mio socio Davide!

Perché è normale, quando non conosci un vino, è difficile capire se è come deve essere, oppure no. Solo un professionista sa farlo.

“E se tra di noi non c’è nessun professionista?”

C’è il sommelier! Chi vi serve dovrebbe conoscere bene cosa vi sta servendo e dovrebbe aiutarvi nelle decisioni.

Ma voi, sapete chi è il sommelier?

La figura del Sommelier è davvero complicata e il suo lavoro non è tutto rose e vino come può sembrare. Il suo percorso di studi non è facile, deve superare tre livelli ed un esame finale. Ma soprattutto deve degustare molti vini da tutto il mondo, investendo oltre che tempo… denaro!

Ci sono poi corsi davvero complicati per diventare sommelier. Basti pensare al Court of Sommelier in America. E a questo proposito vi suggerisco di guardare il documentario “Somm” e “Somm: in the bottle” che racconta e ti fa percepire dell’intenso studio ma soprattutto della grande passione che ci vuole per diventare membri della corte.

Lo scopo di un sommelier è di diventare un comunicatore del vino, un mediatore tra chi il vino lo fa e chi il vino lo beve. Una figura nata per agevolare il commensale, deliziarlo con gli abbinamenti più idonei e con i vini più interessanti.

Ma questa cosa forse è stata un po’ dimenticata.

Il sommelier di oggi, per colpa di alcuni, non ha fatto altro che creare una cerchia di élite tra chi capisce di vino e chi no.

Sembra quasi essere che chi fa il corso poi usa paroloni per farti sentire quanto è bravo. Eh sì certo, perché loro conoscono davvero l’aroma di Coccoina, gambo di ciclamino spezzato, Figurine Panini, Fiore bulboso, Canfora, perfido, Carruba birmana, e David Bowie. Non sto scherzando, leggi questo articolo!

I sommelier sembrano essere diventati enosnob.

“Che vuol dire?”

Quelli con la puzza sotto il naso, che siccome hanno letto la differenza tra un Barolo e un Barbaresco (forse), giudicano i vini esprimendo sentenze e numeri per dare un voto “perché loro hanno studiato, possono farlo”.

Il sommelier moderno sa come impressionarti. Ma se lo metti alla prova è facile capire che svaluta un Tavernello quando lo vede in brik, ma non quando lo ritrova ad una degustazione alla cieca. Svaluta il Lambrusco per mostrarti di avere certe conoscenze, quando magari ha assaggiato solo quello in bottiglioni da 3 litri al prezzo di 89 centesimi. Disprezza il Prosecco perché lui beve Champagne. Per non parlare ovviamente, di quelli che “il rosé non è un vero vino” (alcuni commenti sotto i nostri post di facebook lo dicono chiaramente!!!)

Di chi è la colpa? Non lo sappiamo. Sono anch’io un Sommelier, ho preso il diploma qualche anno fa e vi assicuro che una parola che veniva ripetuta spesso durante i corsi era “umiltà”.

Allora mi chiedo perché una figura nata per facilitare un mondo invece lo complica?

Se al ristorante non siete sicuri del vino che state per acquistare, chiedete un aiuto al Sommelier. Se è serio e competente, non vi deluderà.

Fortunatamente di Sommelier bravi, esperti e disponibili ce ne sono ancora, ma speriamo che la moda di essere sommelier per poter dire “io so e tu no”, finisca presto.

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