SUPER BIODINAMICO

Hai già letto l’articolo sul biologico? Bravo, non avevo dubbi 😉

Viste le differenze che ci sono tra un vino biologico e quello convenzionale, introduciamo un altro mistico argomento, quello del BIODINAMICO….

Eh? E che è? Certo che bere il vino non è più come una volta…

Mai sentito parlare di BIODINAMICO?

Lasciamo ancora una volta da parte la burocrazia e iniziamo subito con la definizione, che a me piace un sacco, della pagina wikipedia sull’agricoltura biodinamica:

 “L’agricoltura biodinamica è un insieme di pratiche pseudoscientifiche basate sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal teosofo ed esoterista Rudolf Steiner attuate durante la produzione agricola, in particolare di prodotti alimentari.”

Mi sembra molta chiara, concisa e diretta, non trovate anche voi?

Il vino biodinamico è il vino ottenuto da un’agricoltura biodinamica. Dunque in campo si rispettano alcune regole. L’agricoltura biodinamica punta ad ottenere un frutto che possa esprimere naturalmente le caratteristiche del terreno, proprio perché il terreno è in estrema sintonia con la pianta, l’ambiente e gli animali.

Come?

Considerando l’influenza astrale sulle piante; inoltre è vietato l’utilizzo di qualunque sostanza chimica in campo, il tutto per stabilire le giuste connessioni tra il sistema e l’ambiente.

Anche l’uso del trattore è molto limitato e si usano molte tecniche manuali, come il sovescio. Si possono utilizzare dei composti biodinamici che favoriscono la formazione dell’humus.

Come sono fatti questi composti biodinamici?

Sono composti di erbe e minerali. Il più famoso è il PREPARATO 500, CORNOLETAME, costituito da letame di vacca messo in un corno e lasciato fermentare sotto terra per tutto l’inverno.

cornoletame o preparato 500

Attualmente tuttavia l’agricoltura biodinamica non è riconosciuta a livello legislativo, ma è regolamentata dall’associazione Demeter.

Anche in cantina si segue il protocollo di vino biodinamico, tuttavia qui è permesso l’utilizzo di alcune sostanze chimiche, tra cui i solfiti, i cui limiti sono ancora più bassi rispetto al limite del biologico.

Cosa aspettarci quindi da un vino biodinamico?

Come per il biologico e il convenzionale non esiste l’assoluto “sono tutti buoni” o “sono tutti malvagi”. Solitamente la qualità dell’uva di partenza è molto molto alta.

Per quanto riguarda il rosato biodinamico, io devo ammettere di non averne assaggiati moltissimi, tuttavia esistono prodotti che ho davvero apprezzato e altri un po’ meno.

Da una parte stimo tantissimo chi ha il coraggio di produrre un vino biodinamico, per le eccessive cure maniacali che richiede, dall’altro rimango un po’ scettico perché molto spesso la scienza ci aiuta a risolvere o evitare grandissimi problemi. Il vino rosato come sappiamo è un vino molto delicato, che richiede parecchie attenzioni, quindi un eventuale errore in regime biodinamico potrebbe dar luce ad un prodotto davvero poco gradevole.

Voi che ne pensate? Avete mai assaggiato questi vini biodinamici?

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