UN VINO BIOLOGICO, GRAZIE!

di Davide Sarti

Comprare una bottiglia di vino a volte è più difficile di quello che sembra.

Doc o Docg? Fermo o spumante? Prezzo? Sono tantissimi i fattori che influenzano la nostra scelta.

“Prendiamo questo, è un vino biologico, sarà fatto senza uso di sostanze chimiche.”

“No no, ho letto su Facebook che esistono i vini biodinamici, vini fatti seguendo il calendario delle fasi lunari e pratiche pseudoscientifiche basate sulla visione spirituale antroposofica per fare un vino senza l’utilizzo d nessun tipo di additivi e sostanze chimiche.”

“No no, il vino deve essere quello naturale, basta stregonerie degli enologi in cantina, a me quegli alchimisti stanno anche antipatici”

Quante volte vi siete ritrovati in questa situazione?
Vi capiamo benissimo. Ma cosa c’è di vero in tutte queste diciture? Facciamo un po’ di chiarezza, e partiamo dalle differenze che esistono tra biologico, convenzionale, biodinamico, naturale, a cui dedicheremo articoli diversi per la vastità dell’argomento.

Tranquilli, non è una lezione burocratica, ci divertiremo anche sta volta.

Per la legge Il vino è il prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica del mosto d’uva.

Quando parliamo di VINO BIOLOGICO, si intende un vino che rispetta il disciplinare biologico sia in campo che in cantina. In agricoltura biologica non è permesso l’uso di prodotti fitosanitari che provengono da sostanze chimiche di sintesi.

“Cioè in agricoltura biologica non si possono utilizzare i pesticidi creati dall’uomo?”

Esatto. Tuttavia si possono utilizzare prodotti che non contengono sostanze di sintesi, ma sostanze di origine organica e naturale. Ad esempio il rame e lo zolfo. Ma davvero le sostanze naturali hanno un impatto minore sull’ambiente? La questione è sempre aperta, visto che anno dopo anno i limiti massimi di Rame e Zolfo da poter utilizzare sono sempre più bassi.  Di certo nel biologico ci sono molte tecniche, spesso manuali, come il sovescio, che prevedono la totale assenza di prodotti fitosanitari.

Il sovescio è una pratica di concimazione biologica che consente di arricchire il terreno  con delle piante erbacee che hanno lo scopo di nutrire naturalmente il terreno e la vite.

“E cosa succede in cantina?”

Abbiamo visto come si fa il vino rosé ma vediamo la situazione di additivi e sostanze chimiche: in cantina la lista di coadiuvanti permessi è limitata e i limiti sono molto più bassi rispetto al convenzionale. Tuttavia è necessario sottolineare come con le tecniche moderne utilizzate in cantina, l’utilizzo di sostanze chimiche e coadiuvanti è davvero basso in ogni caso. Vogliamo cercare di togliere dallo scenario comune che in cantina ci siano alchimisti che si divertono ad utilizzare qualunque tipo di sostanza chimica. Sono utilizzate sempre e solo sostanze permesse dalla legge, nei limiti permessi che non danneggiano la salute dell’uomo. Inoltre bisogna considerare che tutte queste sostanze hanno un costo non indifferente, di conseguenza è obiettivo dell’Azienda utilizzarne il meno possibile.

“Ah e perché non tutte le Aziende si certificano Biologico se dici che l’utilizzo di sostanze chimiche è basso in ogni caso?”

Certificarsi Bio ha un costo. Non tutte le Aziende sono in grado di permetterselo. E poi affinché un vino sia certificato BIO deve seguire il disciplinare BIO sia in campagna che in cantina. Spesso troverai in giro vini che provengono da agricoltura biologica ma non sono certificati perché seguono un disciplinare diverso in cantina.

“Dunque non è detto che dietro una bottiglia BIO ci sia più amore verso la terra?”

Sicuramente dietro una bottiglia si cela tanto. Un’azienda che si certifica BIO vuol dire che ci crede. Ciò non vuol dire che un vino BIO sia a prescindere migliore di uno convenzionale. Noi vi invitiamo sempre ad assaggiare i vini, non giudicateli mai per partito preso. Ci sono vini BIO davvero eccezionali come altrettanti vini Convenzionali eccezionali.

“Cosa c’entra tutto questo con i vini rosé?”

Il vino rosé è un vino molto molto molto delicato da ottenere e merita parecchie attenzioni in cantina. Proprio per questo il limite di sostanze chimiche utilizzate, come i solfiti, sono un po’ più alti rispetto a quelli concessi per la produzione di vini rossi. Anche qui ci teniamo a ricordare che stiamo parlando sempre di quantità minime, non stiamo parlando di differenza di quintali.

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