05/06/2019

L’IDENTITA’ DEL VINO ROSE’

Qual è il tuo vino preferito di questo evento?

“Mi piace molto questo vino rosé”

Ah, una via di mezzo tra il vino bianco e il vino rosso.

NO! NO! NO!

L’ultima volta che mi è capitato di sentire una follia del genere è stato durante un’intervista al VINITALY 2019.

“Perché il vino rosato non è una via di mezzo tra bianco e rosso?”

Leggendo l’articolo, “Come si fa il vino rosato” abbiamo visto che ci sono diversi modi per vinificare il vino rosato. Ciò non significa che il rosé sia un vino di mezzo.

Spesso siamo vittime dei pregiudizi, non dei nostri, di quelli che piovono sempre dall’alto.

Il vino rosato è un vino estivo, femminile, fresco, da aperitivo. Si, certo. E la terra è piatta e le lobby farmaceutiche non vogliono tu beva vino rosato perché così guadagnano di più.

Ora, non dico che un’accoppiata vincente possa essere un vino rosato da Sangiovese con una bistecca alla fiorentina. Ma abbinarlo ad un pesce grigliato o al forno? Proprio no?

Ah già, siamo cresciuti che il vino rosso si beve con la carne e il vino bianco sul pesce, e ovviamente non ci siamo mai chiesti il motivo di questo.

Spesso il rosé è ingiustamente ritenuto un “sottoprodotto”. Si, se parliamo del metodo da salasso si potrebbe definirlo in questa maniera. E allora anche la grappa, il distillato italiano per eccellenza, dovrebbe essere ritenuto un sottoprodotto, solo perché ottenuto dalla distillazione di vinacce, e quindi da scarti?

 Il vino rosato è un vino con una propria identità. Un vino davvero complicato da ottenere in cantina che pretende parecchie attenzioni. I numeri del vino rosato stanno crescendo. Il vino sta diventando sempre più alimento di convivialità e questo momento potrebbe essere particolarmente favorevole ai vini rosé. Gli ultimi dati dimostrano che c’è una crescita del mercato del vino rosato. Osservando il trend, non si tratta di una moda ma di un crescente interesse del consumatore verso questa tipologia di vino. Alcuni motivi per bere rosé? Clicca qui. 

Ad esempio il celebre abbinamento ostriche e champagne pare non sia affatto uno dei migliori abbinamenti. C’è chi preferisce il rosé e chi addirittura la vodka. Nessuno ha la verità in pugno, ma ordinare lo champagne perché “così si dice” non è la giusta filosofia per apprezzare il mondo del vino.

Leggevo un articolo in cui l’autore si chiede giustamente se il vino rosato debba per forza essere un vino da bere esclusivamente in estate poiché perderebbe qualcosa con il passare del tempo.

Non sono d’accordo. Certo le pratiche agronomiche, le pratiche in cantine, il vitigno, sono fondamentali nella produzione di rosato. Vini di scarsa qualità non avranno futuro roseo. I rosé di qualità invece tenderanno a perdere nel tempo le note fruttate a favore di quelle più speziate e il colore tenderà verso il ramato.

Come scegliere i rosé di qualità? Provali, chiedi un parere alla tua enoteca o al produttore. In Francia, i rosé provenzali tendono ad avere un prezzo più alto se di un annata più vecchia. La Provenza è oggi un punto di riferimento per la produzione di rosati d’alta gamma: infatti rappresenta un terzo del consumo mondiale di rosato. I grandi successi della Provenza sono dovuti sia ad un lungo lavoro sulla denominazione e soprattutto una strategia di comunicazione unitaria, basata su campagne promozionali che hanno insistito sulle caratteristiche del prodotto e sul terroir, sugli abbinamenti in cucina così come sui momenti di consumo

Con molta fatica, ci siamo convinti che il vino bianco è un vino che può invecchiare e durare negli anni, e allora perché non il rosato?  Calma eh, preferisco chiarire alcuni punti qua.

Non sto dicendo tu debba conservare in cantina la bottiglia di vino rosato per i prossimi 10 anni, ma sicuramente non basta limitarsi a berlo solo durante l’estate. In Provenza il vino rosato è il vino delle feste di Natale. E in Inghilterra è il vino per San Valentino. Durante questa degustazione abbiamo imparato che alcuni tipi di rosé sono adatti all’invecchiamento.

Hai mai provato un rosato su una pizza? Provalo e fammi sapere che ne pensi.

Leggevo un articolo in cui l’autore si chiede giustamente se il vino rosato debba per forza essere un vino da bere esclusivamente in estate poiché perderebbe qualcosa con il passare del tempo.

Non sono d’accordo. Certo le pratiche agronomiche, le pratiche in cantine, il vitigno, sono fondamentali nella produzione di rosato. Vini di scarsa qualità non avranno futuro roseo. I rosé di qualità invece tenderanno a perdere nel tempo le note fruttate a favore di quelle più speziate e il colore tenderà verso il ramato.

Come scegliere i rosé di qualità? Provali, chiedi un parere alla tua enoteca o al produttore. In Francia, i rosé provenzali tendono ad avere un prezzo più alto se di un annata più vecchia. La Provenza è oggi un punto di riferimento per la produzione di rosati d’alta gamma: infatti rappresenta un terzo del consumo mondiale di rosato. I grandi successi della Provenza sono dovuti sia ad un lungo lavoro sulla denominazione e soprattutto una strategia di comunicazione unitaria, basata su campagne promozionali che hanno insistito sulle caratteristiche del prodotto e sul terroir, sugli abbinamenti in cucina così come sui momenti di consumo.

Con molta fatica, ci siamo convinti che il vino bianco è un vino che può invecchiare e durare negli anni, e allora perché non il rosato?  Calma eh, preferisco chiarire alcuni punti qua.

Non sto dicendo tu debba conservare in cantina la bottiglia di vino rosato per i prossimi 10 anni, ma sicuramente non basta limitarsi a berlo solo durante l’estate. In Provenza il vino rosato è il vino delle feste di Natale. E in Inghilterra è il vino per San Valentino. Durante questa degustazione abbiamo imparato che alcuni tipi di rosé sono adatti all’invecchiamento.

Hai mai provato un rosato su una pizza? Provalo e fammi sapere che ne pensi.

Hai già scaricato la guida Simply Rosé con tante curiosità, storie e la semplice tecnica di degustazione del vino rosé? SCARICALA ADESSO  e scopriamo insieme il tuo rosé preferito!

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