L’IDENTITA’ DEL VINO ROSÉ

di Dario De Caro

“Qual è il tuo vino preferito di questo evento? “

“Mi piace molto questo vino rosé

“Ah, una via di mezzo tra il vino bianco e il vino rosso” 

NO! NO! NO!  

Spesso mi capita di sentire queste parole durante eventi o degustazione di vini. 
  

“Perché il vino rosé non è una via di mezzo tra bianco e rosso?” 

Ovviamente no. Sono molti i miti da sfatare sul vino rosé. 
Esistono diversi metodi per vinificare e produrre il rosé ma questo non significa sia un vino di mezzo. Spesso tendiamo a definirlo ingiustamente un “sottoprodotto”. 
Si, se parliamo del saignée potremmo definirlo in questa maniera. Tuttavia anche la grappa, il distillato italiano per eccellenza è ottenuto dalle vinacce, quindi dagli scarti di una vinificazione.
E comunque mentre la grappa la si può ottenere solo tramite la distillazione di vinacce, il vino rosé si può ottenere in altri modi. In Provenza infatti, si ritiene che solo tramite macerazione breve o pressatura diretta si possano ottenere rosé di qualità. 

Spesso siamo vittime di pregiudizi: Il vino rosé è solo un vino estivo, femminile, fresco, da aperitivo. Si, certo. E la terra è piatta e le lobby farmaceutiche non vogliono tu beva vino rosé perché così guadagnano di più. 

Con vino rosé si intende una categoria di vino, esattamente come con vino rosso se ne intende un’altra. Esistono vini rosé più adatti all’aperitivo e vini rosé più adatti ad un pasto. Esistono anche vini rosé dolci e vini rosé spumanti. Ogni rosé ha una sua storia e un suo colore, ma non per questo è un vino di mezzo.  Così come esistono vini rossi più corposi adatti ad un piatto sostanzioso e vini rossi più leggeri adatti all’aperitivo; e si anche vini rossi da poter abbinare ad un buon pesce grigliato.  

Il vino rosé è un vino con una propria identità. Un vino davvero complicato da ottenere in cantina che pretende parecchie attenzioni. Gli enologi lo sanno molto bene. 
Inoltre i numeri del vino rosé parlano chiaro: il trend è in crescita. Non è una moda ma un crescente interesse del consumatore verso questa tipologia di vino. Il vino sta acquisendo sempre di più un ruolo di convivialità e questo momento è favorevole ai vini rosé. Lo dimostrano anche le associazioni dedicate ai vini rosé che stanno nascendo, così’ come i profili dei rosé influencer.

rosé

Ad esempio il celebre abbinamento ostriche e champagne pare non sia affatto uno dei migliori abbinamenti. C’è chi preferisce il rosé e chi addirittura la vodka. Nessuno ha la verità in pugno, ma ordinare lo champagne perché “così si dice” non è la giusta filosofia per apprezzare il mondo del vino.

Leggevo un articolo in cui l’autore si chiede giustamente se il vino rosé debba essere un vino da bere esclusivamente nell’anno in cui è stato imbottigliato poiché con il passare del tempo potrebbe perdere i propri aromi e il proprio sapore.  

Non sono d’accordo. Con le giuste pratiche agronomiche e la giusta attenzione in cantina, partendo da un vitigno particolarmente vocato alla produzione di rosé si possono ottenere vini di qualità il cui profilo sensoriale con il tempo può maturare ma senza perdere la propria identità: nei vini rosé maturi il colore tende verso il ramato e le note fruttate lasceranno spazio alle note un po’ più speziate. Con molta fatica, ci siamo convinti che anche alcuni vini bianchi di qualità possono invecchiare e durare negli anni, presto ci convinceremo che anche i rosé possono.   

 

Come scegliere i rosé di qualità? Provali, chiedi un parere alla tua enoteca o al produttore. In Francia, i rosé provenzali tendono ad avere un prezzo più alto se di un annata più vecchia. La Provenza è oggi un punto di riferimento per la produzione di rosati d’alta gamma. Alcuni dei più grandi rosé al mondo come il Whispering Angel e il Miraval sono prodotti qui.  

Perché la Provenza è così famosa? 

Il successo della Provenza è dovuto ad un lungo lavoro sulla denominazione e soprattutto una strategia di comunicazione unitaria, basata su campagne promozionali che hanno insistito sulle caratteristiche del prodotto e sul terroir, sugli abbinamenti in cucina così come sui momenti di consumo. I francesi sono stati in grado di promuovere una terra e la sua identità. Non basta limitarsi a bere il vino rosé solo durante l’estate: in Provenza è il vino delle feste natalizie. In Inghilterra è il vino di San Valentino. Tuttavia anche in Italia molte sono le zone vocate alla produzione di rosé, tra cui il lago di Garda, l’Abruzzo e la Puglia. 
Proprio in Puglia c’è un produttore che produce un rosé invecchiato.

Lunga vita ai Rosé!  

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